21 febbraio, 2012

storie praghesi: il quartiere ebraico

Qualche tempo fa, qualcuno era arrivato al mio blog chiedendo ma il cimitero ebraico di Praga esiste?!, probabilmente Google l'aveva portato dalle mie parti in seguito al post che avevo scritto l'estate scorsa. Avrei voluto rispondergli andando in dettagli, ma purtroppo localizzare quella mente confusa era impossibile.

La mattina del terzo giorno si era svegliata grigia e sempre sul punto di piangere. Perfetto, ho pensato contenta, la luce è ideale per la visita del cimitero. Non un cimitero qualsiasi, ma uno dei più famosi nel mondo, che giace sepolto nel cuore del quartiere ebraico. Mi ero fermata in un bar delizioso di fronte a una delle cinque più belle sinagoghe del quartiere e mentre osservavo la facciata del palazzo religioso, ingoiavo avidamente il salatino di pasta sfoglia e spinaci. Ai tempi avevo a disposizione la mia fedelissima Samsung, che mi ha accompagnata in più di 50 viaggi lunghi e brevi, in giro di 6 anni. Ma il suo limite (o meglio il limite del mio portafoglio) era che non potevo scattare più di un centinaio di foto senza scaricare le foto al portatile. Di conseguenza, il momento della colazione al secondo piano del baretto, con di fronte la dignitosa sinagoga, rimarrà impresso solo nella mia di memoria.     







Ciò che rende così unico questo cimitero sono i numeri, circondati in poco spazio : oltre 12.000 lapidi e più di 100 000 persone sepolte. Un pittoresco e caotico ammassarsi di pietre è lo strato superficiale dei nove livelli di sepolture. Fondato nella prima metà del XV secolo era in funzione fino alla seconda metà del XVIII secolo.  









Oggi è un museo all'aperto dove i visitatori possono passeggiare tra le tombe per le piccole viuzze improvvisate per facilitare l'accesso. L'impressione che si ha è come guardare in una bocca aperta, piena di denti storti. La morsa gotica non manca, l'aria profuma di mistero e storie oscure. Il silenzio regna dappertutto e qualche sprazzo di luce qua e là rende l'immagine ancora più surreale.




Uscendo dal cimitero, si passa accanto alla Casa delle cerimonie dove i morti venivano preparati per la sepoltura, con tutti i riti ed onoranze. Appena fuori, mi ha assalita il movimento della vita moderna e soprattutto quello dei turisti e mentre pregavo il tempo di trattenersi ancora per un paio di ore dal pianto, mi hanno colpita le prime grosse gocce della pioggia. Avete mai vissuto una tempesta in una sinagoga, al lume di candele? Ecco, io si, ero rimasta due ore intrappolata nel buio di una sinagoga piccola. Avevo la possibilità di studiarne tutti i dettagli, i libri esposti per i riti, le spiegazioni per i turisti, insomma, rischiavo di uscirne ebrea solo per i piatti che quella tradizione proponeva.




E come succede sempre in primavera, ma anche nella vita, dopo la violenta tempesta è apparso il sole ad illuminare tutto. Ho visitato le sinagoghe maggiori, ma era vietato fare le foto. Ho visto pure l'orologio ebraico con i numeri ebraici che conta il tempo indietro. Cioè andando nel senso antiorario.

Detto questo, posso dire che manca ancora un post per concludere il mio viaggio praghese. Il quarto e ultimo giorno è stato forse il più caotico ma ve ne parlerò presto.

12 commenti »:

  1. Sono stupende queste fotografie!
    Probabilmente perchè sono atea, ho sempre visto i cimiteri come luoghi da scoprire, un po' misteriosi e pieni di ricordi, non come posti tristi.

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    1. Anch'io vivo così i cimiteri. sono come dei grandi musei all'aperto dove bisogna essere non tristi, ma rispettosi. :)
      Grazie Ali!

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  2. le foto sono spettacolari e rendono senz'altro l'idea che si prova tra quelle tombe. Quando sono andata io, il cimitero non era accessibile, quindi non ho potuto camminare tra le lapidi e scattare foto. Mi sono sempre detta: una "scusa" in più per tornare!

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    1. Una scusa migliore per tornare a Praga non la trovi nemmeno volendo! Sono molto felice di essere riuscita a cogliere almeno parzialmente l'atmosfera che c'è, o come l'ho vissuta io, grazie per l'apprezzamento!

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  3. Ciao, leggere il tuo racconto, vedere le tue foto mi ha riportato al settembre scorso, a Praga. Una città stupenda. Ripasso ciao

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    1. Benvenuta Tiziana! Spero che il tuo soggiorno a Praga sia stato così bello come il mio, e visto che ci sei stata poco tempo fa, i tuoi ricordi sono decisamente più "freschi" : )

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  4. Sono d'accordo con TuristadiMestiere le tue foto spettacolari! Non conoscevo questo cimitero, grazie per avermi dato l'occasione di vederlo. :) Io purtroppo non ho mai avuto occasione di fare dei viaggi, se non qualche gita scolastica fuori porta, quindi vedere le foto degli altri mi fa "viaggiare con la mente". :) Però mi piacerebbe farne uno, soprattutto per fotografare. :)

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    1. Credimi che c'è gente che fa dei viaggi, ma che raramente li vive. E forse tu, viaggiando solo attraverso le foto riesci a viverli meglio da chi la foto l'ha scattata. La capacità di vivere un viaggio è rara, ed è riservata solo a chi ha la mente aperta e lo spirito da esploratore. Ma ti auguro un futuro pienissimo di viaggi ed esperienze nuove!

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  5. Il cimitero ebraico di Praga è uno dei luoghi più suggestivi che io abbia mai visto. Wow...

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    1. Anch'io, sinceramente. Per me è stata una scoperta bellissima, perché sono andata a vederlo "impreparata", cioè, sapevo che si trattava di un cimitero, ma non volevo vederne delle foto o leggere dei suggerimenti. Volevo viverlo senza aspettative e senza essere influenzata dall'opinione altrui.

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  6. bellissime le foto e bellissimo il racconto. che voglia di partire!

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  7. Oh Margherita, non mi parlare di voglia di partire! Non vedo l'ora di averne la possibilità. Ti ringrazio tanto per il complimento : )

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